Orvieto: tra tufo e gallerie
In provincia di Terni, in Umbria, Orvieto sorge su una rupe di tufo alta dai venti ai cinquanta metri, ai piedi di una pianura nella quale scorrono i fiumi Paglia e Chiani, due affluenti del Tevere.
È nel tufo che è permeata la storia millenaria di Orvieto, che ha attraversato il Medioevo ed il Rinascimento senza perdere la propria identità e mantenendo la simbiosi con la rocca su cui è costruita. La quantità di opere architettoniche che si trovano nella città rende incredibile il pensiero che tutto sia costruito al di sopra di un dedalo di gallerie. È inevitabile pensare che la cultura degli abitanti, la loro ospitalità e la loro vita sia legata ieri come oggi al sottosuolo. Luoghi estremamente affascinanti, le gallerie di Orvieto sono adatte ad ospitare qualsiasi derrata alimentare e a custodire il celebre vino che prende il nome dalla città stessa. È l’acqua, però, che sancisce il sodalizio tra la città e la terra su cui è costruita e lo testimonia la frase incisa all’ingresso del Pozzo di San Patrizio: «Ciò che la natura aveva negato per la difesa lo aggiunse l’attività umana».